#MALOSAPEVICHE Giuseppe Verdi…

#MALOSAPEVICHE Giuseppe Verdi morì il 27 gennaio 1901, alle 2.50 di notte, nella sua stanza d’albergo, la n. 105, al Grand Hotel et de Milan. Furono agonizzanti per lui i sei giorni precedenti al decesso, causato da un ictus. Il Maestro, già dal 1872, vi stabilì la propria dimora quando si trovava a Milano, dove compose gran parte dell’Otello. Scelse il Grand Hotel et de Milan per la sua posizione strategica in Via Manzoni, nei pressi del teatro La Scala. Gli ultimi giorni del Maestro sono sempre raccontati come un momento di grande commozione per tutta la città di Milano: i cittadini e il Comune erano così affezionati e attenti alle sue esigenze che le strade intorno all’albergo furono cosparse per diversi giorni di paglia, per non disturbarlo con il rumore degli zoccoli e delle carrozze e permettergli di riposare. Tanto era l’amore e la stima degli italiani per Verdi, che non gli fu organizzato solo un solo “funerale modestissimo”, com’era la sua richiesta. Il primo funerale si sarebbe dovuto svolgere privatamente, presso il cimitero Monumentale di Milano, una mattina presto, lontano da occhi indiscreti se non quelli di pochi allievi delle scuole elementari. Il “problema” fu che vennero persone da ogni parte della città, sin dalle prime luci dell’alba, e presto divenne una folla che accorse e furono impiegati sette preti e non due, come richiesto. Di seguito riportate alcune parole del Corriere della Sera: “Il corteo percorse via Manzoni, piazza Cavour, via Manin, i bastioni di Porta Nuova, quelli di Porta Garibaldi fino al viale del cimitero Monumentale. Lo spettacolo che presentavano i bastioni, in qualche punto sollevati sulla via incassata fra essi, non si descrive. Soltanto su ora i bastioni attendevano da due ore decine di migliaia di persone. E il carro passava lentamente, avvolto nella nebbia mattinale, assumendo co’ suoi pennacchi e le gale un aspetto fantastico; e dietro camminavano urtandosi, sospingendosi altre decine di migliaia di uomini e di donne basso per la tristezza della funzione e dell’ora.”

SHARE

Leave a reply