#MALOSAPEVICHE la chiesa di Santa Maria alla Porta…

#MALOSAPEVICHE la chiesa di Santa Maria alla Porta fu risparmiata dalle tre bombe cadute nella notte tra il 12 e il 13 agosto del lontano 1943 che distrussero cappella e case?

Assieme al pavimento, sopravvisse alla devastazione delle bombe anche un dipinto, ben più antico, che fu la ragione per cui la cappella era stata costruita.

Quasi tre secoli prima, infatti, nel 1631, mentre in piena dominazione spagnola ci si accingeva a ricostruire la chiesa a ridosso di corso Magenta, un operaio togliendo dei mattoni scoprì il volto impolverato di una Madonna. L’uomo pulì con il suo grembiule l’affresco e subito guarì dalla zoppia che l’affliggeva. Si gridò al miracolo e il luogo divenne oggetto di venerazione per i milanesi: tante furono le donazioni da consentire il rimodernamento della chiesa progettata dall’allora capo della Veneranda Fabbrica del Duomo, l’architetto Richini, cui si deve anche il Palazzo che ospita la Pinacoteca di Brera.

Se la «Madonna del grembiule» continuò ad essere visibile, anche dopo i bombardamenti, del prezioso pavimento invece s’erano perse le tracce da tempo, coperto com’era da uno strato di cemento.A ritrovarlo fu l’architetto Aldo Maiocchi al quale Reale Mutua Assicurazioni gli aveva affidato il restauro del vicino palazzo realizzato da Luigi Caccia Dominioni, nel 1958, per ridare forma a un quartiere devastato.

Sembra essere un luogo molto particolare, come se la storia si ripetesse. Inizialmente era sparito il dipinto che poi si è ritrovato, tempo dopo si è ritrovata la pavimentazione di cui si era persa traccia.È un luogo che riporta in vita pezzi di memoria importanti della storia di Milano, che rinasce grazie alla collaborazione tra pubblico e privato.

Grazie anche al Comune, i lavori sono continuati e sono state collegate via Santa Maria della Porta con via Brisa.

La Chiesa e i resti della cappella si trovano nel luogo dove sorgeva l’antica Porta Vercellina, che faceva parte delle mura fatte erigere in epoca repubblicana dall’imperatore Ottaviano Augusto.

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